La Paleoecologia studia le relazioni tra l’ambiente naturale e i diversi organismi che sono vissuti nel passato. Essa si propone di ricostruire gli antichi ambienti di vita (paleoambienti) attraverso l’analisi delle rocce sedimentarie e dei fossili in esse contenuti.
Gli studi paleoecologici si basano sull’interpretazione dell’insieme degli elementi paleontologici e sedimentologici che caratterizzano una roccia sedimentaria (facies); questi, nel confronto con le conoscenze ecologiche degli organismi attuali, permettono di risalire alle condizioni ambientali all’interno delle quali la roccia si è formata.
Per avere dati attendibili è necessario che gli organismi fossili siano autoctoni, cioè non abbiano subito dopo la loro morte un trasporto ad opera del vento, dell’acqua o di altri agenti (se ciò si è verificato si definiscono alloctoni). I casi più vistosi di alloctonia sono per esempio quelli in cui organismi continentali sono conservati in sedimenti marini.
Per comprendere meglio la storia geologica e paleontologica del settore centro – meridionale del Piemonte, il cosiddetto “Bacino Terziario ligure - piemontese”, bisogna risalire molto indietro nel tempo (circa 65 milioni di anni di anni fa) all’Era Cenozoica, quando la configurazione dei continenti era notevolmente diversa da quella attuale.